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Franz, perchè fai quello che fai?

Potete ascol­ta­re o sca­ri­ca­re il pod­ca­st diret­ta­men­te qui sotto

Ringrazio Pietro per que­sta doman­da che di fat­to mi da la pos­si­bi­li­tà per par­la­re di una pic­co­la par­te del­la mia visio­ne e di espor­re le mie moti­va­zio­ni. La doman­da per este­so era: “Franz, qua­li sono le moti­va­zio­ni che ti spin­go­no a fare tut­ti que­sti video, a scri­ve­re su un blog così tan­ti articoli?”

Il fat­to è che riten­go che ci si tro­vi in un momen­to assai par­ti­co­la­re del­la sto­ria del gene­re uma­no. Non cre­do sia dif­fi­ci­le da nota­re come la situa­zio­ne a livel­lo mon­dia­le stia pro­gres­si­va­men­te dege­ne­ran­do e l’u­ma­ni­tà stia allon­ta­nan­do­si sem­pre di più da ciò che di pro­fon­do, sacro e vero ci sia.

Finora la Conoscenza è sta­ta tenu­ta nasco­sta, con­ser­va­ta gelo­sa­men­te per moti­vi di sicu­rez­za e altre varie ragio­ni che non sono in discus­sio­ne in que­sto momen­to. Ma un ambi­to come quel­lo attua­le sicu­ra­men­te non si era mai strut­tu­ra­to e dun­que è mia con­vin­zio­ne che la Conoscenza oggi deb­ba esse­re for­ni­ta in modo meno restrit­ti­vo di quan­to non si sia fat­to finora.

Ma soprat­tut­to, riten­go che non sia più il momen­to di ven­de­re la Conoscenza solo a chi se la può per­met­te­re eco­no­mi­ca­men­te. Non che se uno inse­gna non deb­ba esse­re ricom­pen­sa­to per que­sto, ci man­che­reb­be altro. Quello che inten­do dire è che l’a­vi­di­tà non dovreb­be esse­re più il moto­re di tut­to e se uno ha qual­co­sa da dare, non dovreb­be riser­va­re que­sto solo a chi ha abba­stan­za sol­di (tan­ti) da poter­se­lo permettere.

Vendere la Conoscenza a caro prez­zo in que­sto perio­do non ha nes­sun sen­so ed è mia pro­fon­da con­vin­zio­ne che que­sta cosa deb­ba ces­sa­re. Non ho una Conoscenza di gran­de nota ma, nel cor­so del­la mia vita, ho avu­to la for­tu­na di rice­ve­re ed appren­de­re mol­to, da uomi­ni e don­ne straor­di­na­ri. Tenere tut­to que­sto per me non ha sen­so. Non che io sia rea­liz­za­to o illu­mi­na­to, ma ho potu­to rea­liz­za­re qual­co­sa e rag­giun­ge­re comun­que un cer­to livel­lo di aper­tu­ra mentale.

Ad un cer­to pun­to mi sono quin­di dato una mis­sio­ne: con­di­vi­de­re gli stru­men­ti in mio pos­ses­so, sia quel­li rice­vu­ti in pas­sa­to che quel­li che vado via via acqui­sen­do, con chi desi­de­ra cam­bia­re se stes­so per rag­giun­ge­re un pun­to di veglia più dilatato.

Non è mio obiet­ti­vo cam­bia­re nes­su­no ne il modo di pen­sa­re di qual­cu­no. Semplicemente desi­de­ro met­te­re a dispo­si­zio­ne gli stes­si stru­men­ti che ho avu­to la for­tu­na di ricevere.

E que­sto è il moti­vo per cui met­to in pie­di tut­to que­sto cinema.

Ci si vede in giro!

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4 Comments

  1. Vittorio Mascherpa ha detto:

    Caro Franz,
    cre­do che anche se non ti cono­sces­si, que­sto video sareb­be suf­fi­cien­te, già da solo, a con­vin­cer­mi del­la tua puli­zia inte­rio­re e del­la tua one­stà intel­let­tua­le. E in effet­ti anch’io sono con­vin­to che se ognu­no di quei “noma­di” (per dir­la con Battiato) che han­no rea­liz­za­to qual­co­sa, maga­ri a prez­zo di 20, 30 o 40 anni di sbat­ti­men­to full-time, met­tes­se a dispo­si­zio­ne con sem­pli­ci­tà e one­stà il frut­to del­la sua ricer­ca – poco o tan­to che sia – anzi­ché amman­tar­si di veri­tà che ha sol­tan­to let­to o ascol­ta­to, e nel­le qua­li cre­de di cre­de­re, allo­ra for­se il mon­do dei ricer­ca­to­ri avreb­be a dispo­si­zio­ne meno rive­la­zio­ni ma qual­che vali­do stru­men­to con­cre­to in più.
    D’altra par­te que­sto sol­le­va un pro­ble­ma non da poco, ed è lo stes­so pro­ble­ma che ha gene­ra­to, a mio avvi­so, la pos­si­bi­li­tà del self publi­shing, gra­zie alla qua­le chiun­que può scri­ve­re libri e met­ter­li in cir­co­la­zio­ne, col risul­ta­to che per ogni libro real­men­te vali­do, auto-pub­bli­ca­to per­ché rifiu­ta­to dai cana­li uffi­cia­li per mere que­stio­ni com­mer­cia­li, ce ne sono 99 che avreb­be­ro gio­va­to al pano­ra­ma let­te­ra­rio se non fos­se­ro mai venu­ti alla luce.
    E lo stes­so rischia di esse­re (anzi: già è) nel cam­po del­la ricer­ca inte­rio­re, ormai ingom­bra­to da per­so­nag­gi che in buo­na o cat­ti­va fede si pon­go­no e si pro­pon­go­no come guru, coach, gui­de, trai­ner, master, men­tor ed esper­ti a ogni livel­lo, maga­ri sem­pli­ce­men­te per­ché si sono fat­ti una can­na dopo una sedu­ta di yoga in un club vacan­ze e si sono con­vin­ti di ave­re suc­chia­to il lat­te del­la Verità diret­ta­men­te dal­le tet­te del­la Conoscenza.
    E per que­sto pos­so­no sen­tir­si in mis­sio­ne per con­to di Dio, e in dove­re di ammae­stra­re le folle.
    È pur vero che pri­ma o poi la dif­fe­ren­za sal­ta fuo­ri, ma appun­to, ahi­mè, “pri­ma o poi”. Ci vuo­le alme­no qual­che pagi­na per ren­der­si con­to che un libro è una chia­vi­ca, e ci vuo­le qual­che tem­po – soprat­tut­to per chi non ha anco­ra suf­fi­cien­te espe­rien­za e suf­fi­cien­ti stru­men­ti di giu­di­zio – per ren­der­si con­to che un guru-coach non ha la mini­ma idea di quel­lo che dice (oppu­re che, sem­pli­ce­men­te, ci sta marciando).
    E que­sto rischia di esse­re, nel­la miglio­re del­le ipo­te­si, tut­to tem­po perso.
    Siamo nell’Era dell’Acquario, e la ten­den­za non è più quel­la di “scio­glie­re la goc­cia dell’io nell’oceano di un Idea o di un Maestro”, come nel­la pre­ce­den­te Era dei Pesci, ma cia­scu­no riven­di­ca il dirit­to all’autonomia e all’autodeterminazione, cia­scu­no con­nes­so a tut­ti gli altri ma diver­so da ogni altro, cia­scu­no in dirit­to di par­la­re e di esprimersi.
    Sacrosanto, pro­ba­bil­men­te, ma anche ine­vi­ta­bil­men­te disper­si­vo e poten­zial­men­te fon­te di problemi.
    Voglio cita­re al pro­po­si­to un lumi­no­so esem­pio di squi­si­ta idio­zia, com­par­so qual­che anno fa su LinkedIn, che si com­pen­dia­va nel­la pro­po­sta (peral­tro rac­col­ta e segui­ta da non pochi fol­lo­wer) di un pro­get­to di “medi­ta­zio­ne aper­ta”, sul model­lo del soft­ware open­sour­ce. In pra­ti­ca ognu­no dei par­te­ci­pan­ti avreb­be dovu­to intro­dur­re, secon­do il suo gusto e le sue opi­nio­ni (cioè “a cap’e cazz”), un nume­ro impre­ci­sa­to di varia­zio­ni alla pra­ti­ca, e poi con­di­vi­de­re risul­ta­ti e impres­sio­ni, con l’obiettivo di otte­ne­re così una medi­ta­zio­ne costan­te­men­te “miglio­ra­ta”.
    Credo che ogni com­men­to sia superfluo.
    E allo­ra? Come con­ci­lia­re il dove­re di met­te­re a dispo­si­zio­ne il frut­to di una vita di ricer­ca con il rischio di auto­riz­za­re ogni inge­nuo, illu­so, pre­sun­tuo­so, scioc­co, mito­ma­ne, para­noi­co o ban­di­to ad auto­pro­cla­mar­si spac­cia­to­re di verità?
    Io una rispo­sta non ce l’ho. So solo quel­lo che pen­so di dover fare, e lo faccio.
    In fon­do – come dice­va John Wayne – “un uomo fa quel­lo che deve fare”!
    ciao

    • Francesco Franz Amato ha detto:

      Ciao Vic! Scusa… ho tro­va­to solo ora il tuo com­men­to fini­to nel­lo spam per erro­re (non mio)! Chiedo venia!
      E’ vero quel­lo che dici ma il fat­to è che non cre­do che sia respon­sa­bi­li­tà di chi con­di­vi­de genui­na­men­te ciò che ha impa­ra­to il fat­to che qual­cun altro inve­ce con­di­vi­de del­le sono­re min­chia­te. Infatti se chi ha dav­ve­ro qual­co­sa da dire smet­te di far­lo, cre­do che il par­co imbe­cil­li non ver­reb­be a ridur­si nem­me­no di una sin­go­la uni­tà. Anzi, per quel poco che ho potu­to espe­ri­re, quei pochi che avreb­be­ro una pos­si­bi­li­tà… per­de­reb­be­ro pure quella!
      E’ effet­ti­va­men­te un gran­dis­si­mo casi­no e potrem­mo anche par­lar­ne parec­chio, giu­sto per il gusto di esau­ri­re l’ar­go­men­to. Si potreb­be ad esem­pio tira­re in bal­lo quel buo­ni­smo che impe­di­sce di dire a qual­cu­no “stai dicen­do una caz­za­ta” oppu­re quel­l’at­teg­gia­men­to mol­to comu­ne per­cui chi ha let­to un paio di libri su un deter­mi­na­to argo­men­to ritie­ne di esser­ne esper­to, con le tra­gi­che con­se­guen­ze che cono­sci meglio di me.
      Oppure anche in rife­ri­men­to alla tua cita­zio­ne del­l’av­ve­ni­men­to su Linkedin, cose assur­de per cui, con­cor­do, ogni com­men­to è effet­ti­va­men­te superfluo.
      Come te nep­pu­re io ho una rispo­sta se non quel­la stes­sa che dai tu. So quel­lo che pen­so di dover fare, e lo fac­cio. E W john wayne!

  2. Silvia ha detto:

    Ciao Franz,
    Sento il biso­gno di rin­gra­ziar­ti pro­fon­da­men­te per il tuo spi­ri­to di con­di­vi­sio­ne, assai raro di que­sti tem­pi, e per la serie­tà con cui affron­ti così tan­te tema­ti­che di inte­res­se “gene­ra­le”, non con­fi­nan­do i tuoi inter­ven­ti solo ad ambi­ti pret­ta­men­te “spi­ri­tua­li”. Riflettere con sano spi­ri­to cri­ti­co e non mec­ca­ni­co sugli acca­di­men­ti del mon­do che ci coin­vol­go­no come gene­re uma­no, anche se maga­ri non diret­ta­men­te, cre­do fac­cia obbli­ga­to­ria­men­te par­te del nostro per­cor­so di cre­sci­ta inte­rio­re. Io stes­sa, che ho sem­pre cer­ca­to di col­ti­va­re in me il sano dub­bio filo­so­fi­co e di segui­re il mio dai­mon inte­rio­re, mi sono resa con­to sul­la mia pel­le di quan­ta ideo­lo­gia e buo­ni­smo masche­ra­to era­no infar­ci­ti cer­ti miei pen­sie­ri, accet­ta­ti mec­ca­ni­ca­men­te a cau­sa di sva­ria­ti con­di­zio­na­men­ti subi­ti sin dal­la più tene­ra infan­zia. Ti seguo con mol­to inte­res­se, mi pia­ce il tuo sti­le comu­ni­ca­ti­vo e il taglio che la tua for­ma­zio­ne scien­ti­fi­ca dà ai tuoi inter­ven­ti in ambi­to spi­ri­tua­le. Spero dav­ve­ro pri­ma o poi di veder­ti in giro! ????
    Ciao
    Silvia

    • Franz ha detto:

      Che dire? Grazie! Spero anch’io di incon­trar­ti in giro, non fos­se altro che per rin­gra­ziar­ti di persona!