Ciao a tutti; questo è un post senza video (non ho davvero il tempo di mettermi a farlo) ma solo con podcast.
Mi sono preso la briga di leggere “Magnifica humanitas” la nuova enciclica di Papa Leone (trovate il testo originale qui: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html).
E’ lunga, molto interessante anche se molto piena delle solite ipocrisie della Chiesa ma non è questo il punto: il punto è che un’enciclica rappresenta l’orientamento della Chiesa nei tempi prossimi a venire e in questa specifica, il Papa interviene pesantemente sul transumanesimo, sulle IA, sulla gestione dei dati e su chi tramite essi, de facto, detiene il potere.
Papa Leone ci va giù pesante, cosa che in qualche modo mi consola, anche se non sono certo su quali possano essere le reali motivazioni di tale presa di posizione; ad ogni modo, per quanto le vere motivazioni possano essere ancora in ombra (ma si vedrà nel prossimo futuro), quello che conta è la posizione presa dalla Chiesa in merito agli argomenti di cui sopra.
Ho da poco scritto qualcosa su Telegram in merito a certe aziende e certi personaggi del panorama tecnologico attuale; in “Magnifica Humanitas“, pur senza fare nomi, si trova netta un’indicazione della Chiesa in tal senso.
Non che sia nulla di nuovo, intendiamoci: persone come Marco Camisani Calzolari (trovate qui il suo blog: https://www.camisanicalzolari.it/magazine/: vi consiglio caldamente di seguirlo), ad oggi forse l’unico che esprime una profonda quanto eclettica conoscenza non solo degli elementi tecnici ma anche di quelli forse più importanti riguardanti l’interrelazione tra potere, tecnologia e dati, ne parla da più di 10 anni. (incidentalmente: MCC è una di quelle persone che mettono tutti i propri contenuti sul proprio blog e non solo su YouTube, Facebook e altro: indovinate un po’ perché?)
Adesso che lo dice anche il Papa, magari qualcuno in più ci farà un pensierino prima di lanciarsi a occhi chiusi nella corsa all’IA ma sono certo che l’ottusità ormai sovrana non conoscerà sosta.
C’è una cosa fondamentale di cui le persone non si rendono conto: affidando il proprio flusso di lavoro alle IA ed ai relativi agenti, non fanno altro che consegnare letteralmente in mano ad istituzioni del tutto prive di qualunque scrupolo e, anzi, i cui intenti sono evidentemente opachi, le chiavi della propria azienda e/o del proprio lavoro, come hanno sperimentato sulla propria pelle diverse aziende e moltissimi privati che, dopo aver stabilito il proprio workflow esclusivamente su alcune piattaforme IA, si sono qualche giorno fa viste cancellare da un momento all’altro e senza spiegazione i propri account, con conseguente blocco totale delle attività.
Costoro non mi fanno proprio pena: è evidente che se la sono cercata nel modo più completo possibile, ma mi fa incazzare che sia sempre più diffusa l’impunità a tutti i livelli e in tutti i campi per comportamenti totalmente iniqui che non danno luogo ad alcuna azione da parte di istituzioni e governi. Così come mi fa incazzare che praticamente nessuno si accorga che qualunque strumento IA non è, non è mai stato e mai sarà nelle mani di chi lo usa.
Nessuna IA sta sul vostro PC, in mano vostra. Se avete basato qualunque processo esclusivamente su IA e relativi agenti, ne avete implicatamente ceduto il controllo a chi possiede quelle IA; che si chiamino Claude, CoPilot, ChatGPT, Pippochat o PlutoAI o in qualunque altro modo è del tutto ininfluente: se Microsot, OpenAI, Anthropic o chiunque altro decide di bloccarvi l’accesso, quel processo non ce lo avete più.
Mi fa incazzare ma è la conseguenza più naturale proprio di quello di cui si parla nell’enciclica: oggi chi governa non sono più le Istituzioni ma coloro che detengono più dati. E non parliamo ovviamente di Social Network o altro: quelli sono ormai meri contenitori, “bucket” come si dice in gergo, che raccolgono informazioni e poi le trasmettono a chi davvero le gestisce. Parliamo di attori colossalli che stanno assumendo in sé la direzione sociale, politica, economica e culturale dell’intero pianeta senza chiedere il permesso a nessuno.
Come dicevo nell’ultimo post, la dittatura è già qui, solo che nessuno ve lo ha ancora detto.
Ricordatevi di essere eccezionali!
Ci si vede in giro!
Lo dice pure il Papa…
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Ciao a tutti; questo è un post senza video (non ho davvero il tempo di mettermi a farlo) ma solo con podcast.
Mi sono preso la briga di leggere “Magnifica humanitas” la nuova enciclica di Papa Leone (trovate il testo originale qui: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html).
E’ lunga, molto interessante anche se molto piena delle solite ipocrisie della Chiesa ma non è questo il punto: il punto è che un’enciclica rappresenta l’orientamento della Chiesa nei tempi prossimi a venire e in questa specifica, il Papa interviene pesantemente sul transumanesimo, sulle IA, sulla gestione dei dati e su chi tramite essi, de facto, detiene il potere.
Papa Leone ci va giù pesante, cosa che in qualche modo mi consola, anche se non sono certo su quali possano essere le reali motivazioni di tale presa di posizione; ad ogni modo, per quanto le vere motivazioni possano essere ancora in ombra (ma si vedrà nel prossimo futuro), quello che conta è la posizione presa dalla Chiesa in merito agli argomenti di cui sopra.
Ho da poco scritto qualcosa su Telegram in merito a certe aziende e certi personaggi del panorama tecnologico attuale; in “Magnifica Humanitas“, pur senza fare nomi, si trova netta un’indicazione della Chiesa in tal senso.
Non che sia nulla di nuovo, intendiamoci: persone come Marco Camisani Calzolari (trovate qui il suo blog: https://www.camisanicalzolari.it/magazine/: vi consiglio caldamente di seguirlo), ad oggi forse l’unico che esprime una profonda quanto eclettica conoscenza non solo degli elementi tecnici ma anche di quelli forse più importanti riguardanti l’interrelazione tra potere, tecnologia e dati, ne parla da più di 10 anni. (incidentalmente: MCC è una di quelle persone che mettono tutti i propri contenuti sul proprio blog e non solo su YouTube, Facebook e altro: indovinate un po’ perché?)
Adesso che lo dice anche il Papa, magari qualcuno in più ci farà un pensierino prima di lanciarsi a occhi chiusi nella corsa all’IA ma sono certo che l’ottusità ormai sovrana non conoscerà sosta.
C’è una cosa fondamentale di cui le persone non si rendono conto: affidando il proprio flusso di lavoro alle IA ed ai relativi agenti, non fanno altro che consegnare letteralmente in mano ad istituzioni del tutto prive di qualunque scrupolo e, anzi, i cui intenti sono evidentemente opachi, le chiavi della propria azienda e/o del proprio lavoro, come hanno sperimentato sulla propria pelle diverse aziende e moltissimi privati che, dopo aver stabilito il proprio workflow esclusivamente su alcune piattaforme IA, si sono qualche giorno fa viste cancellare da un momento all’altro e senza spiegazione i propri account, con conseguente blocco totale delle attività.
Costoro non mi fanno proprio pena: è evidente che se la sono cercata nel modo più completo possibile, ma mi fa incazzare che sia sempre più diffusa l’impunità a tutti i livelli e in tutti i campi per comportamenti totalmente iniqui che non danno luogo ad alcuna azione da parte di istituzioni e governi. Così come mi fa incazzare che praticamente nessuno si accorga che qualunque strumento IA non è, non è mai stato e mai sarà nelle mani di chi lo usa.
Nessuna IA sta sul vostro PC, in mano vostra. Se avete basato qualunque processo esclusivamente su IA e relativi agenti, ne avete implicatamente ceduto il controllo a chi possiede quelle IA; che si chiamino Claude, CoPilot, ChatGPT, Pippochat o PlutoAI o in qualunque altro modo è del tutto ininfluente: se Microsot, OpenAI, Anthropic o chiunque altro decide di bloccarvi l’accesso, quel processo non ce lo avete più.
Mi fa incazzare ma è la conseguenza più naturale proprio di quello di cui si parla nell’enciclica: oggi chi governa non sono più le Istituzioni ma coloro che detengono più dati. E non parliamo ovviamente di Social Network o altro: quelli sono ormai meri contenitori, “bucket” come si dice in gergo, che raccolgono informazioni e poi le trasmettono a chi davvero le gestisce. Parliamo di attori colossalli che stanno assumendo in sé la direzione sociale, politica, economica e culturale dell’intero pianeta senza chiedere il permesso a nessuno.
Come dicevo nell’ultimo post, la dittatura è già qui, solo che nessuno ve lo ha ancora detto.
Ricordatevi di essere eccezionali!
Ci si vede in giro!
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