30/07/18
E' di questi giorni la notizia dell'incredibile perdita di capitale subita da Facebook: il 19%. Un quinto del valore dell'azienda si è volatilizzato in un solo giorno. Il motivo? La crescita del fatturato è stata inferiore al previsto. Attenzione non hanno guadagnato di meno. Hanno aumentato il proprio guadagno meno del previsto. Sulla base di questo fatto, è avvenuto il crollo in borsa.


Un brevissimo racconto, che secondo me può aiutare nella comprensione di uno dei significati del monacato.
Tutti sanno che l'effetto placebo è quello per cui la mente, convinta di stare prendendo un farmaco, in alcuni casi interviene e crea un miglioramento dei sintomi o addirittura una guarigione.
In ambito medico, si paragona l'efficacia di un farmaco proprio con un placebo e, se il farmaco produce un effetto maggiore, allora viene dichiarato utile, altrimenti no. E qui sta la fregatura. Al di là del fatto che un farmaco sia o meno utile, il fatto è che l'effetto placebo viene parificato ad un "non effetto"








Siamo diventati dei divoratori di contenuti, ma non in senso positivo. Siamo bulimici nel consumare i contenuti che troviamo, complici, da un lato, la nostra superficialità, dall'altro i social la cui forma si presta (ovviamente in modo del tutto calcolato) proprio a questo.
Facciamoci caso: quante volte ci soffermiamo davvero a leggere completamente un contenuto (ovviamente quando questo si presta), a vedere un video fino in fondo, ad ascoltare un podcast tutto intero?
Esistono diversi ambiti per quello che viene definito come pudore. Per quanto attiene questo post, intendiamo il "comune senso del pudore" come risposta morale alla paura di mostrarsi nudi che poi diventa "vergogna" o anche "schifo" (con conseguente rabbia) nel vedere qualcun altro nudo. Ma la domanda è: tutto ciò ha un senso? Oppure si tratta di uno dei tanti condizionamenti a cui siamo sottoposti (magari uno dei più grossi e meglio cammuffati)?




