01/03/18
Facciamoci caso: facciamo caso a quante volte, nell'ambito di un qualunque dialogo, il nostro interlocutore o noi stessi, utilizziamo il termine "io". E quante volte i termini "noi" e "voi".
Non è una questione esclusivamente semantica, ma di profonda rivelazione di quello che sta dietro a chi parla o, megli0, sotto alle parole.
In senso lato, ogni volta che in un qualunque discorso qualcuno usa "voi", sta immediatamente inserendo un distinguo tra se stesso e il resto del mondo (presumibilmente costituito dal sottoinsieme di quelli che lo stanno ascoltando).



"Pace in terra agli uomini di buona volontà" dice un famoso testo. Ma qualcuno si è chiesto che cosa sia la "buona volontà"?
Di fatto si tratta di un'energia vera e propria, di un principio se vogliamo, qualcosa di compiuto e completo in sé, quasi fosse un essere senziente, una forma di vita.
La buona volontà non è semplice da definire, perchè in fondo attiene al cuore, alla percezione, all'intuizione dell'anima, qualcosa di completamente estraneo alle elucubrazioni a cui la nostra iperrazionale società ci sta sempre più abituando, in un abbietto e perverso circolo vizioso.















